20 ANNI ASSOCIAZIONE PER ANDARE OLTRE

UN GENITORE AL CONVEGNO DEL 30/09/2017

Consapevolezza. Questo il vocabolo che utilizzerei se dovessi, da genitore, ridurre in estrema sintesi i mille input che il convegno “Se non ora quando?” ci ha instillato tramite i numerosi e competenti Relatori. Infatti, sin dalla presentazione e poi in ogni singolo intervento, anche se specifico e settoriale, è apparsa chiara sia la bontà del lavoro svolto, sia quanto delicato, arduo e senza fine sia il percorso di ogni portatore di GCA. Giorgio Pedrini per la Fondazione, Norma Mazzetto per Progetto 98 ed Erminio Carabelli, Per andare Oltre, presentando il ventennale dell’Associazione, hanno rimarcato senza enfasi ma con giusto orgoglio, il cammino percorso in sinergia e l’importanza del lavoro fatto in rete. Ha poi introdotto nello specifico Paolo Fogar, Presidente della Federazione Nazionale Associazioni Trauma Cranico, che dopo l’autorevole saluto ha posto l’accento sull’importanza di conoscere e far conoscere sempre meglio gli strumenti anche tecnologici e le opportunità, come quella della legge 112 del 2016, che possono supportare una problematica così onerosa.

Convegno 2017 a

Il neurologo e neuroriabilitatore Sandro Feller, oltre a fornire dati aggiornati sulle G.C.A., (in Italia c.a. 20.000 all’anno, dei quali 2/3 rappresentati da ischemie, scenario che muta con l’invecchiamento della popolazione), ha posto l’accento sui punti focali per un decorso ottimale, (cure assistenziali continue, passaggi rapidi e chiari nelle diverse fasi evolutive, assistenza in rete ecc … ), rilevando come ancora oggi i 2/3 dei ritardi nei ricoveri in strutture riabilitative sono determinati dalla carenza di posti.

Convegno 2017 b

Luca Cesana, psicoterapeuta e neuropsicologo, nel suo breve quanto incisivo intervento, tenuto con l’abituale schiettezza, attraverso l’esposizione del mito di “Cura” ha posto l’accento sul fatto che anche nella più favorevole e fortunata delle evoluzioni, il G.C.A. rimane sempre un evento di gravità assoluta ed irreversibile.

Di Housing Sociale, ritenuta fase di risalita determinante, ci ha parlato in modo documentato e completo la dott.ssa Valentina Zanetello, assistente sociale, che l’ha definito “passaggio ruvido” ma necessario, che tende a riaccompagnare dignitosamente le persone verso un’autonomia la più vera e completa possibile. Ed anche lei ci ha fatto notare che, come ogni altro ambito umano, con il naturale invecchiamento della popolazione, si alzi anche l’età media dell’utenza e varia la tipologia del trauma.

Convegno 2017 c

L’esperienza di Casa Amica di Somma Lombardo ne avvalora l’importanza, verificata sul campo anche da Carlo Fanton, educatore professionale, il quale ha raccontato come ogni percorso sia caratterizzato dalla inconsapevolezza degli utenti nella valutazione dei traumi subiti, che li porta ad una sopravvalutazione delle proprie possibilità, ad una difficoltà nel tessere relazioni sociali ed all’inconscia incapacità di ammettere i propri limiti ed errori.

Il lato giuridico dei problemi legati al “nostro mondo” è stato infine presentato negli aspetti più recenti ed interessanti da due avvocatesse dello studio Albè. La prima Elena Lomazzi ha spiegato, cifre alla mano, come la legge 112 del 22/06/2016, fatta propria dalla Giunta Regionale a far data dal 07/06/2017, abbia una forte valenza sociale e possa rappresentare una svolta determinante per i diritti dei più deboli, oltre a contenere delle linee specifiche (art. 6) riguardanti il “trust”. La seconda Micaela Barbotti ci ha spiegato come lo strumento giuridico del ” trust” (fiducia) finalmente inserito dal Legislatore possa diventare uno strumento di serenità per il futuro di tante famiglie che vivono sulla propria pelle in modo difficile il “dopo di noi”. Occorre metabolizzarlo limitando quell’atavica, inconscia diffidenza latina, così lontana dal modus operandi di quel mondo anglosassone che da tempo ne fa uso.

Convegno 2017 d

Il ritrovarci poi a Casa Amica per “verificare sul posto” e per brindare ad un futuro ancor più consapevolmente ha permesso poi di scambiarci quei momenti di incontro informali tanto utili quanto veri, e perché no? di gustarci tra l’altro un delizioso risottino preparatoci dall’ ”Osteria pane e vino”.

Oltre ad avere appreso nuove cose e di averne maturate altre, sento dal profondo il dovere di ringraziare Chi, da sempre, lavora instancabilmente nell’ombra.

Gianfranco

Comments are closed.