XV GIORNATA NAZIONALE DEL TRAUMA CRANICO

Il Castello Visconti di San Vito a Somma Lombardo
Si è conclusa da poco la XIV Giornata Nazionale del Trauma Cranico a Roma e già stiamo pensando alla prossima.
Infatti, abbiamo il piacere di comunicarvi che nei giorni 29 e 30 settembre 2012, a Somma Lombardo, si svolgerà la XV Giornata Nazionale del Trauma Cranico, organizzata dalla nostra associazione Per Andare Oltre Onlus.
La scelta innovativa di celebrare l’evento nell’arco di un intero fine settimana, anziché in un unica giornata, è stata dettata dal desiderio di dare adeguato e distinto spazio di trattazione sia agli argomenti di carattere altamente medico scientifico che a quelli dal risvolto più prettamente sociale, come la famiglia, l’assistenza, le associazioni, il volontariato.
Entrambe le giornate, indipendentemente dai temi in agenda, saranno congegnate in modo che il convegno non sia semplicemente una passerella di autorità e relatori, ma piuttosto una utile occasione per scambiare in maniera fruibile informazioni ed esperienze fra tutti i partecipanti, lasciando che anche la platea possa essere protagonista.
Esperti e volontari sono già al lavoro. Tuttavia, è prematuro oggi scendere nel dettaglio delle due giornate. Certo è che il programma contemplerà anche significativi momenti conviviali e di intrattenimento.
Speriamo nella partecipazione di tutte le associazioni nazionali e di molti altri iscritti.
Mentre rilasciamo queste buone notizie e sempre animati da ottimismo e speranza, cogliamo l’occasione per augurare buone Feste e un radioso anno nuovo a tutti voi, lettori, e a tutti i vostri cari.
PERCORSO CHE IN… CANTA!
Chi è andato oltre….e ce l’ ha fatta!!!!!
A partire dall’afasia un percorso che in….canta
Bruno nel 2002 è ricoverato in ospedale per una emorragia cerebrale; resterà due mesi in rianimazione e sedici in riabilitazione. Gli esiti di tale emorragia saranno emiparesi destra e afasia.
Bruno è comunque lucido e responsivo, non ha compromissioni a livello cognitivo, ma si muove con estrema difficoltà e riesce a malapena a pronunciare qualche parola e solo quando gli viene suggerita. Dimostra comunque una forte volontà nell’eseguire gli esercizi riabilitativi che gli vengono proposti e nel cercare di comunicare, inizia così a scrivere.
Rientrato a casa si è reso del tutto disponibile a continuare il lavoro che gli era stato proposto in riabilitazione, anche per l’incoraggiamento e l’ affettuosa collaborazione- della moglie. Così l’inserimento nel contesto familiare è fondamentale per il suo progredire sia a livello motorio, che a livello comunicativo: i progressi avvengono in tempi più brevi , rispetto a quelli constatati in ospedale.
Nei primi quattro anni si esercita soprattutto nello scrivere e nella lettura, è sempre però difficile per lui esprimere quello che pensa o che legge, come se gli mancasse l’anello di congiunzione tra ciò che ha in mente e ciò che serve per comunicarlo (la pronuncia o la scrittura delle parole )
Dopo cinque anni inizia ad andare in piscina due volte alla settimana, seguito da un fisioterapista, Stefano, che gli propone esercizi motori assai efficaci. Bruno si trova bene con Stefano che parla spesso con lui interessandosi dei suoi problemi e della sua vita; Bruno gli comunica anche la sua passione per il canto che ha studiato con impegno , così da essere chiamato a cantare in chiesa durante le festività e le cerimonie.
Un giorno Stefano con piglio deciso gli chiederà di cantare al suo imminente matrimonio. Bruno dal 2002 non aveva mai più cantato, non aveva nemmeno tentato di cantare, sicuro che non vi sarebbe mai più riuscito. Di fronte alla perentoria richiesta di Stefano rimane sbalordito, convinto della assurdità di quanto gli aveva richiesto. Ma Stefano non demorde, vuole a tutti i costi che Bruno canti al suo matrimonio! La moglie di Bruno è dalla parte di Stefano, incoraggia quindi con insistenza Bruno ad interpellare il maestro del coro della parrocchia ove Bruno aveva tante e tante volte cantato, Bruno si lascia convincere dalla moglie e si recherà, seppure reticente, dal maestro del coro. Questi, venendo a conoscenza della intenzione di Bruno di ricominciare a cantare, se ne mostra entusiasta, così gli darà i giusti consigli perché possa ritrovare il suo talento musicale, ad esempio gli consiglia di cantare ascoltando contemporaneamente la propria voce registrata su vecchie cassette.
Bruno ricorda che “la prima volta è stato duro cantare, ero con l’organista e non è uscito niente, la seconda volta è andata meglio, ma io ero deluso, quello che usciva non era la mia voce, dopo quattro o cinque volte la voce è arrivata”.
Bruno, piano, piano, inizia a nutrire la fiducia in se stesso e nelle sue capacità di ripresa, si impegna dunque con ferrea volontà ad esercitarsi divenendo sempre più sicuro di potere cantare anche di fronte ad un pubblico. In effetti, approssimandosi il giorno del suo matrimonio, chiederà a Stefano con tono professionale: “Ti va bene l’Ave Maria di Shubert?”
Ricordando i momenti in cui si era reso conto di potere ancora cantare, in cui aveva scoperto che gli era addirittura più facile cantare di parlare, Bruno si commuove profondamente.
Attualmente Bruno si reca due volte alla settimana in piscina, inoltre è seguito da una logopedista che gli è stata da molti anni di grande aiuto; osserva con lei delle fotografie per poi cercare di descrivere quello che vede, oppure ascolta racconti semplici per poi cercare di riassumerli. La comunicazione avviene a voce, oppure attraverso la scrittura.
Naturalmente canta in chiesa in occasione delle festività e delle cerimonie; dice che, oltre alle gratificazioni e alle profonde emozioni che riceve quando si può esprimere con il canto, il cantare di fronte ad un pubblico assorto e in un luogo sacro, lo rende ancora più coinvolto nell’espressione musicale, ancora più in contatto con i propri sentimenti, superando le proprie insicurezze; aggiunge in fine che sarebbe felicissimo se gli amici dell’associazione lo venissero ad ascoltare!
VARIE 2011
Pomeriggio a Cinelandia
A metà gennaio ancora una volta abbiamo invaso in massa Cinelandia: una cinquantina di persone che prima ha gradito la proiezione di un film commedia appena uscito e poi un momento conviviale davanti a cibi sfiziosi: pizza, piadine, patatine e torte confezionate per festeggiare i compleanni di un paio delle nostre ragazze.
La piccola folla di familiari ragazzi e volontari verso le 20,30 si è dispersa per rientrare nelle proprie case dopo aver trascorso il pomeriggio in gradevole compagnia.
Antonella
Carnevale 2011
Anche quest’anno abbiamo festeggiato con vari ragazzi, genitori e parenti il carnevale nella nostra sede. E’ stata una giornata uggiosa, fortunatamente ha smesso di piovigginare così verso le 15.00 alcuni di noi hanno potuto uscire a vedere la sfilata dei carri: i puffi, i pirati, il castello di re Artù ecc. Finita la sfilata siamo rientrati nella saletta del conventino dove sono stati preparati dei tavoli con vari dolci e bevande offerti da alcuni genitori e altri dall’associazione.
La giornata è trascorsa in allegria tra le varie chiacchiere e foto.
Speriamo che il prossimo anno la giornata del carnevale sia più bella e calda.
Ciao e alla prossima !!!
Verena
Impressioni ed Emozioni
Il 4 luglio 2011 siamo state invitate ad esibire il nostro repertorio di danze popolari durante la vacanza di Divignano: questa serata è stata un’esperienza che è “andata oltre” all’attenzione che solitamente ballando occorre mettere sui passi, sulle figure, sulla sintonia tra i compagni.
In altre occasioni c’è stato il tentativo di dare emozioni di lasciare qualcosa al pubblico, ma in questa serata,osservando lo sguardo dei ragazzi attenti e partecipi (qualcuno muoveva il corpo a ritmo con la musica)la situazione si è completamente ribaltata: questo particolare pubblico è riuscito a fare entrare emozioni ed energia positiva a noi ballerini, incentivando così la voglia di continuare a danzare e coinvolgerli sempre di più. Gli animatori della serata sono riusciti a far sì che gran parte del pubblico partecipasse attivamente alle danze , molti ragazzi infatti sono stati coinvolti insieme
ai genitori, ognuno con le proprie possibilità e in maniera molto ironica e divertente, hanno partecipato alle danze facendo crescere l’armonia ed il coinvolgimento generale riscaldando l’atmosfera. Un’attenzione e ammirazione particolare sono state rivolte ai volontari che trascorrono qui a Divignano una settimana per dedicarsi completamente a queste famiglie in difficoltà e vivere con loro una maggiore serenità possibile. Noi ballerini siamo rimasti colpiti ed impressionati dalla relazione tra volontari e ragazzi vissuta in una atmosfera gioiosa e serena dove ognuno può esprimersi e dare ciò che può nel contesto di continuo scambio interpersonale.
Gruppo di danza etnica La Girandola
P.S : visto il gradimento reciproco l’esperienza si è ripetuta il 13 novembre nella sede dell’ Associazione a Somma Lombardo inaugurando con l’occasione la palestrina.
INAUGURAZIONE CENTRO DIURNO SOMMA LOMBARDO
L’Associazione Per Andare Oltre Onlus venerdì 16 settembre, alle ore 20, ha inaugurato all’interno della “Casa Amica”, attuale sede dell’Associazione, il Centro Diurno per Disabili Cerebrolesi, intitolato a Cesare Carabelli. Il Centro, sotto la direzione dalla dr.ssa Norma Mazzetto della cooperativa Progetto 98, servirà un’ampia zona geografica e avrà una capienza massima contemporanea di 18 pazienti.
La sua realizzazione ha richiesto un ingente sforzo economico: circa 300.000,00 eurofinanziati per 100.000 da Banca Prossima attraverso la concessione di un mutuo, per 90.000,00 euro a fondo perduto elargiti dalla Fondazione Comunitaria del Varesotto e, per il resto, da sponsor.
L’associazione Per Andare Oltre da tempo è impegnata nell’assistenza di persone sopravvissute allo stato di coma conseguente a grave cerebrolesione insorta in età giovanile o adulta in seguito a traumi, come incidenti stradali, o ad altre malattie cerebrali, come ictus.
“Di anni ne sono passati da quando è nata la decisione di ristrutturare la nostra attuale sede associativa – ha spiegato il presidente della Onlus di Somma, dr. Erminio Carabelli -. L’Associazione “Per Andare Oltre”, costituita nel 1997 per iniziativa di un gruppo di famiglie, ha avuto sede prima a Gallarate e poi in questo conventino con atti notarili del 31 marzo 2004 e 3 febbraio 2010. Dobbiamo, prima di tutto, dire grazie alla Compagnia delle Suore Laiche di S. Orsola, nella persona della direttrice Sorella Giancarla, che ci ha permesso di disporre dell’intera struttura in comodato d’uso gratuito fino al 31 marzo 2040, con l’impegno delle riparazioni necessarie. I lavori di sistemazione e rifacimento delle parti obsolete sono stati seguiti dallo Studio Roncalli e dai componenti del nostro Direttivo sigg. Dettoni, Varalli e Pedrini, che ringraziamo tutti per la loro collaborazione. In qualità di Presidente, sono particolarmente lieto che la nostra Associazione abbia realizzato questo sogno che pone anche le basi per ospitare la Giornata Nazionale del Traumatizzato Cranico nell’autunno 2012. Ringraziamo tutti gli sponsor e, in particolare, le società Giplast s.r.l., Eurobil s.r.l. e Designer Club s.r.l., tutti i nostri collaboratori, i volontari e tutti i componenti del Direttivo.”
COME HO “ABILITATO” IL MIO AMORE GRAZIE AI “DISABILI”
E’ la sera del 9 luglio e sto scrivendo queste poche righe mentre cresce in me la nostalgia per la settimana di vacanza trascorsa a Divignano con l’associazione “Andare Oltre”. Sento già la mancanza delle allegre serate passate insieme, dei sorrisi e delle battute scambiate con i ragazzi che non perdevano occasione per dimostrarci tanto affetto e riconoscenza. In alcuni momenti mi sentivo come immersa in un bellissimo giardino in cui ciascuno – i disabili, i loro familiari presenti e tutti i volontari – pareva come un fiore, unico per la bellezza e il profumo. Non potrò mai scordare le strette di mano di Dino, Marco M., Daniele M., Roberto e Lorenzo, come non dimenticherò la sensibilità di Daniele P. e l’allegria di Ettore, i baci di Ilaria e i “Ti voglio bene” di Orietta, la voglia di vivere di Marco B., che ha mantenuto la sua temerarietà e voglia di avventura, il sorriso di Morena e la precisione certosina di Verena; non scorderò la semplicità di Federico che non perdeva mai l’occasione di partecipare ai canti e ai balli proposti, gli occhi di Davide che non parlava ma comunicava il suo amore con lo sguardo; e che dire di Alessandro, che pur essendo immobile sulla carrozzina e con gli occhi chiusi, sembrava capisse tutto ciò che gli si diceva e me lo ha dimostrato con una calorosa stretta di mano il giorno della partenza. Spero di essere riuscita a trasmettere l’amore che avevo nel cuore a tutti gli ospiti della struttura “Naturabile”: credetemi ragazzi vi voglio proprio tanto bene e sono stata felice di trascorrere questa settimana con voi. Forse sembrerò banale ma questo è il mio autentico pensiero : siate coraggiosi, andate avanti e cercate di impegnarvi il più possibile per migliorare la vostra mobilità, non abbiate fretta di ottenere risultati né paura di parlare con gli altri anche se la voce esce distorta o poco comprensibile, esprimete le vostre sensazioni e siate certi che ci sono tante persone che vi amano per quello che siete, vi amano con tutto il cuore perché vedono Dio dentro di voi. Mi viene in mente quella frase del Vangelo in cui Gesù disse “Tutto ciò che farete al più piccolo tra voi, l’avrete fatto a me”: voi cari ragazzi siete l’incarnazione dell’Amore e amando voi amiamo Dio in persona. Servendo voi serviamo noi stessi e ci avviciniamo sempre di più alla meta che è l’unione con Dio. Solo quando avremo raggiunto questo amore puro e disinteressato saremo felici. La felicità materiale è limitata nel tempo e nell’intensità, ma quella Divina è immensa, infinita, indescrivibile a parole ed è eterna. Perciò mi rivolgo anche ai genitori e ai famigliari presenti in vacanza: siete stati lodevoli sotto ogni aspetto, la vostra premura e l’amore nei confronti dei vostri figli è grande, siate felici perché il servizio che state svolgendo vi ricompenserà immensamente.
Con tanto affetto e gratitudine.
Linda
(Volontaria Mother Sai)
9 luglio 2011
VOLANDIA 2011…. UN SALTO NEL TEMPO
Domenica 10 Aprile eravamo davvero in tanti a far visita a questo nuovo, bellissimo museo, ove ognuno ha trovato spazio per fantasticare e per emozionarsi.
Perché tra i sogni più antichi e radicati nell’animo umano, quello del volo è sempre stato il più ambito: da Icaro a Leonardo, vincere la gravità, avvicinarci al cielo, agli dei è sembrato per millenni sogno impossibile ai mortali.
Ma nel ventesimo secolo, con l’avvento del motore a scoppio, la spinta propulsiva inizialmente applicata ai mezzi di locomozione terrestri, ha permesso all’uomo di progettare in concreto la possibilità di librarsi finalmente in volo.
E proprio in questo territorio, che ha preso il nome di Malpensa da un’antica cascina che qui si trovava, avvezzo da sempre al tecnologico ed all’avventura (i Cardano ad es. vi erano originari), nel 1910 si materializza l’idea di Gianni Caproni che riesce a far alzare il suo biplano per una cinquantina di metri, riempiendo di stupore gli occhi dei presenti.
L’iniziale vocazione non solo è rimasta, ma è radicata in modo così profondo che gran parte delle aziende italiane produttrici di aeromobili, sia ad ala fissa, aerei, che ad ala rotante, elicotteri, sono ubicate nella nostra provincia.
Divisi in tre gruppi per meglio fruire delle illustrazioni degli ex-pilota volontari, ci siamo sorbiti il cammino che si snoda tra i vari padiglioni di settore, ove, in rapporto al proprio sentire, ognuno ha avuto modo di meravigliarsi.
Dove l’ “ohhh!” è sbocciato unanime e naturale? Ma davanti al “Convertiplano BA 609” , un geniale velivolo che unisce le capacità e le potenzialità dell’aereo e dell’elicottero.
Dopo aver pranzato insieme, ci si è frazionati in rapporto alle personali esigenze: i più giovani hanno ripreso a divertirsi davanti ai simulatori di volo, mentre altri gruppetti hanno fatto capannello nei siti ritenuti degni di essere rivisitati.
Che bello fantasticare sull’affinità tra il percorso dell’uomo che grazie alla sua forza di volontà riesce a volare ed i nostri ragazzi che con il loro coraggio si riprendono la vita!
Al momento dei saluti traspariva la soddisfazione di aver condiviso al meglio una domenica di sole e di speranza; in fondo al cuore la certezza del valore inestimabile dell’Amicizia.
Un grazie sentito a quanti hanno ideato, programmato e condotto al meglio questa indovinata uscita della nostra Associazione.
Uno dei papà
10 aprile 2011
UNA DOMENICA A PORTO CERESIO
Il 12 settembre si è tenuta la manifestazione “Terra e Acqua” giunta ormai all’ottava edizione; ripensando a questa giornata, non c’è molto da rigirarci in torno: è stata estremamente piacevole!
Innanzitutto gioca un ruolo non indifferente il contesto: luogo e clima si sono infatti combinati alla perfezione; il primo, cioè il lungolago di Porto Ceresio, è davvero stupendo, con una vista davvero notevole sulla zona al confine italo – svizzero del Lago di Lugano; il secondo è stato mite, piacevolmente caldo come nelle migliori giornate di fine estate, senza ombra di afa e con un fresco venticello. Inoltre, come già ampiamente confermato dalle precedenti esperienze, l’ospitalità di organizzatori ed aiutanti di Porto Ceresio è stata calorosa: da una parte il pranzo sostanzioso, dall’altra la disponibilità di accompagnarci nelle uscite in barca sul Lago, con vista panoramica delle rive italiane e svizzere che ad una certa distanza dalla terraferma compongono un panorama ancor più affascinante.
Se il momento iniziale della giornata ha coinciso con l’arrivo al lungolago, una passeggiata e molte chiacchiere, il pranzo offerto agli invitati ha monopolizzato l’attenzione collettiva nell’immediato prosieguo, lasciando poi spazio ad una fase di quieta digestione nel tepore del primo pomeriggio: in particolare si son visti non solo molti conciliaboli e passeggiate ma anche una nutrita sequenza di viaggi in barca fino all’area centrale del Lago, equidistante fra le due sponde lombarde dove il calore del sole e il vento frizzante raggiungevano una combinazione perfetta.
Prima che si allungassero le ombre della sera, uno squisito gelato ci ha intrattenuto nell’area – come se non bastasse già la compagnia ! – prima che fosse tempo di saluti e rientri.
Mattia
12 settembre 2010
BOWLING A CASTELLETTO TICINO
Senza dubbio era un luminoso Sabato pomeriggio quello che ci ha atteso al varco per una sessione di Bowling: una caratteristica apprezzabile, vista la stagione umida & gelida.
Arrivo con Luciano alle 14:30, in orario perfetto, anche questo evento tanto raro quanto apprezzabile, esattamente come un Sabato pomeriggio di sole a Febbraio. Solo che l’orario convenuto era un altro, cioè le 15, e qui le cose cominciano a ri-divenire normali.
Attorno alle 15 – per l’appunto – cominciano a radunarsi abbastanza persone da poter sfondare l’ingresso chiuso del bowling impiegando Luciano come ariete, che tanto ha la testa dura e si è ormai abituato a questo trattamento tanto rude quanto efficace.
Dopo un rapido passaparola cominciamo ad indossare le scarpe, scoprendo che in alcuni casi risultano un filino grandi, mentre in altri, come nel mio, drammaticamente grandi.
Si parte con i tiri: mentre lancio la prima palla riesco a mollarla senza volarle dietro al seguito, a differenza di alcuni ragazzini sulle piste a fianco che prediligono questo stile, detto anche “del Naso Schiacciato” per via delle conseguenze dell’impatto tra viso del lanciatore caduto e pista di lancio.
Rientro nei ranghi, dando un’occhiata ai tiri successivi in cui si alternano diverse scuole di pensiero assieme ai loro interpreti più fedeli: ad esempio lo stile “Bomba Verticale” di Daniele, che punta a sfondare prima la pista e solo dopo i birilli (con scarsi risultati sul pavimento ma ottimi sui bersagli !): Marco predilige invece un tiro in linea precisamente retta, non a caso tecnica detta “del Geometra”, differentemente Monica e Moira adottano di comune accordo l’uso della dinamite prima che facciamo loro notare il cartello “Vietato l’uso di esplosivi”. Che peccato, avevano già lanciato con risultati .. Devastanti!
Ma c’è una visita inaspettata che ci distrae (assai piacevolmente): decise a farci un regalo, passano a trovarci Michela e Mariuccia, rispettivamente mamma e nonna della piccola Giorgia, una piccina di sei mesi con gli occhioni spalancati e un sorrisino tenerissimo sul viso che distoglie l’attenzione di tutti: qualcuno lascia letteralmente andare le palle da bowling massacrandosi i piedi, ma pazienza, siamo gente tosta.
I lanci riprendono! Fra un tiro e l’altro il tempo scorre con rapidità eccezionale : prima di potersi accorgere il pomeriggio si è tramutato in sera: a scelta, i più temerari si fermano per cena nei pressi, mentre si leva un gelo notturno che stavolta rende veramente giustizia alla stagione..
Mattia
12 febbraio 2010
DA MARANO A TERNATE, OVVERO: GARA DI PESCABOCCIA
Domenica 17 maggio all’invito dell’associazione bocciofila di Ternate, come gruppo agguerrito di pescatori più o meno improvvisati, ci siamo recati in località Marano Ticino, dove si favoleggiava l’esistenza di un luogo ameno, costituito da una serie di laghetti in cui sarebbe stato più facile camminare sull’acqua piuttosto che non ripetere l’esperienza di pesca miracolosa di evangelica memoria.
E dato che, come si sa, chi dorme non piglia pesci, ci siamo presentati all’alba delle 11 del mattino con la sola dote delle nostre abilità pescatorie, visto che l’attrezzatura (canne ed esche) veniva gentilmente fornita dai pescatori dell’associazione unitamente al gruppo pescatori Whirpool , presenti in qualità di tutor per chi ne avesse bisogno. Presenza più che gradita visto che per la maggior parte di noi prendere trote equivaleva andare al supermercato. Il gruppo Whirpool , che ringraziamo sentitamente, omaggiava inoltre la nostra associazione di un forno a microonde che si auspicava potesse avere il suo primo collaudo grazie al bottino della giornata di pesca.
In ogni caso all’ora stabilita decine di canne fendevano l’aria per il primo lancio verso l’acqua, anche se non proprio tutte le esche arrivavano a destinazione, a cominciare da quelle finite sull’unico albero presente in zona, dove ovviamente le trote non avevano gradito salirci.
Sicuramente lo spettacolo non è stato monotono: da chi urlava di soddisfazione per il terzo pesce preso in tre lanci, a chi lo faceva per essere stato “pescato” dalla lenza di colui che gli stava a fianco. Da non sottovalutare poi l’infinita pazienza degli assistenti che sgarbugliavano intrecci di fili provenienti anche da canne diverse, roba che Gordio avrebbe avuto solo da imparare.
Tutto sotto un sole impietoso che probabilmente tentava così di dare una mano a quelle povere (ma senz’altro buone) trote il cui destino pareva segnato.
Così passata l’ora destinata alla pesca, qualcuno ha trovato con sollievo un rifugio tranquillo all’ombra, mentre altri, visto che dirgli di smettere non funzionava , sono stati portati via dall’acqua con la forza.
A seguire le immancabili foto ricordo con consegna delle povere (ma sempre buone) bestie insaccate, frutto dei nostri sforzi.
Quindi via verso Ternate dove ci attendeva il pranzo (espressione dell’alta cucina di Aurelio e collaboratori) ospiti dell’associazione bocciofila del posto che non finiremo mai di ringraziare , e di cui sottolineiamo la disponibilità e l’aiuto che fornisce ormai da anni.
Nonostante il sole e la fatica, o forse proprio per quello, l’appetito non è mancato di certo, facendo sicuramente onore alle portate che venivano servite dai membri della bocciofila. Alla fine del lauto pasto, brindisi per la nostra coordinatrice Michela , che offriva una torta ai frutti di bosco per festeggiare il suo imminente matrimonio con Claudio, presente a tavola la suo fianco. A loro rinnoviamo i nostri auguri più sentiti.
Il pranzo inoltre veniva rallegrato dall’esibizione di un gruppo musicale che ci offriva canti tradizionali accompagnati da fisarmonica, il tutto rigorosamente “live”.
A seguire la gara di bocce, che vedeva impegnate squadre “miste” (ragazzi e volontari) ma uniformi nel contempo (donne da una parte, uomini dall’altra) in cui, contrariamente alle previsioni, ha vinto la squadra femminile (stravinto forse sarebbe più giusto…).
La giornata si chiudeva con le premiazioni dei ragazzi che avevano partecipato alla gara di pesca e con le coppe consegnate a chi si era distinto nella gara di bocce, premi ancora una volta offerti da parte della Bocciofila di Ternate, a ricordo della giornata e della solidarietà che ci accomuna da tempo.
Ciao a tutti e alla prossima.
Angelo
17 maggio 2009