Dopo il Trauma Cranico “Un percorso lungo una vita

 Dopo il Trauma Cranico 

“Un percorso lungo una vita” 

Dieci anni di esperienze a confronto 

Venerdi’ 24 Maggio 2013 Ore 16.30

Sala Civica V. Bizzozzero,19 Parma

 

Finalità dell’incontro è quella

di analizzare il percorso che si trova

ad affrontare il traumatizzato cranico

e la sua famiglia dall’evento

lesivo alla realizzazione di un

nuovo progetto di vita

 

 

Programma

16.30 REGISTRAZIONE E ISCRIZIONI

17.00 SALUTI

Paolo Fogar

17.15 INTRODUZIONE AI LAVORI

Isabella Tagliavini

Michela Cavatorta

17.30 LA GESTIONE NEUROCHIRURGICA DEL TRAUMA CRANICO IN FASE ACUTA

Dr. Franco Servadei

17.45 LA FASE POST–ACUTA OSPEDALIERA

Dr. Rodolfo Brianti

18.00 LA PRESA IN CARICO TERRITORIALE

Dott.ssa Laura Nicolosi

18.15 LE PROBLEMATICHE SOCIO-SANITARIE

A LUNGO TERMINE

Prof. Anna Mazzucchi

18.45 ATTIVITA’ A CASA AZZURRA

Dott.ssa Simona Segalini

Dott.ssa Susanna Serranò

Dr. Nicola Camisa

19.15 PROSPETTIVE VITALI: LA MIGLIOR VITA

POSSIBILE PER LA PERSONA CON

TRAUMA CRANICO E LA SUA FAMIGLIA

Dott.ssa Beatrice Baraldi

19.45 DISCUSSIONE

20.30 CHIUSURA LAVORI

A seguire verrà offerto un aperitivo ai partecipanti 

 

 

 

CORSO NAZIONALE DI AGGIORNAMENTO SIMFER

TECNOLOGIE PER PROMUOVERE ATTIVITÀ E PARTECIPAZIONE
1 > 2 Marzo 2013 PRATO – Hotel Datini

PRESENTAZIONE
Lo sviluppo della tecnologia è in costante crescita in ambito riabilitativo, continuamente ci vengono proposti nuovi prodotti ed applicazioni finalizzati ad attività di ricerca clinico-riabilitativa e ad utilizzo pratico da parte degli utenti. La normativa nazionale di riferimento ed i Livelli Essenziali di Assistenza non sempre facilitano la lettura di contesti
del quotidiano, e le evidenze clinico-riabilitative necessitano di un numero maggiore di studi di settore.

La International Classification of Functioning (ICF) ci invita a considerare i prodotti e le tecnologie per promuovere attività e partecipazione ed a contestualizzarli in un progetto riabilitativo individuale centrato sulla persona; ci fornisce gli strumenti e la metodologia per focalizzarne il ruolo specifico e dimensionarne l’impatto nel processo di recupero e nell’Outcome.
Il Corso si propone quindi la non facile sfida di leggere in questo senso le possibilità date da applicazioni robotiche, realtà virtuale, teleriabilitazione ed assistive technology, anche in relazione alla recente e costante espansione dell’offerta di prodotti di tipologie e finalità varie, che però non sempre sono adeguatamente supportati da elementi di adeguata evidenza riabilitativa.
Bruna Lombardi

PROGRAMMA SCIENTIFICO

VENERDI 1 MARZO
Ore 8.30 Registrazione dei partecipanti
Ore 9.00 Apertura del Corso ed introduzione del Presidente del Corso
Ore 9.10 Saluto Autorità
- Assessore Regionale per il Diritto alla Salute e Politiche di Solidarietà
- Preside Facoltà di Medicina e Chirurgia
- Sindaco di Prato
- Presidente Società della Salute Area Pratese
- Direttore Azienda USL 4 Prato
- Presidente Nazionale SIMFER
I Sessione IL MODELLO BIOPSICOSOCIALE
Moderatore: Vincenzo M. Saraceni
Discussant: Alessandro Giustini – Pietro Pasquetti
Ore 10.15 Francesco Zaro: Sviluppo dell’ICF nella valutazione e stesura del progetto riabilitativo
Ore 10.35 Gaspare Crimi: La prescrizione di Ausili secondo i criteri ICF
Ore 10.55 Renzo Andrich: Accessibilità: ancora troppo spesso una parola
Ore 11.15 Discussione interattiva
Pausa
II Sessione L’ASSISTIVE TECHNOLOGY
Moderatore: Giuseppe Buonanno
Discussant: Franco Giuntoli – Cristina Laddaga
Ore 11.40 Claudio Bitelli : Nuove tecnologie per la comunicazione
Ore 12.00 Bruna Lombardi: La Assistive Technology e la normativa attuale: ambiti di prescrivibilità
Ore 12.20 Pietro Fiore: Autonomia in casa ed alla guida
Ore 12.40 Discussione interattiva
Ore 13.00 Pausa pranzo
III Sessione LA RIABILITAZIONE ROBOTICA
Moderatore: Maurizio Iocco
Discussant: Giancarlo Rovere – Bruno Rossi
Ore 14.20 Stefano Mazzoleni: Prospettive di sviluppo e limiti della riabilitazione robotica
Ore 14.40 Caterina Pistarini: Esperienze di utilizzo per l’arto superiore
Ore 15.00 Giovanni A. Checchia: Esperienze di utilizzo per l’arto inferiore
Ore 15.20 Donatella Bonaiuti: L’analisi del cammino
Ore 15.40 Discussione interattiva
IV Sessione APPLICAZIONI DI ROBOTICA NELLO STROKE
Moderatore: Domenico Uliano
Discussant: Bruna Lombardi – Francesco Benvenuti
Ore 16.05 Federico Posteraro: La robotica nello stroke in fase acuta
Ore 16.25 Giacomo Nofri – Alessandra Testa: Applicazioni nello stroke cronico e sistemi robotici finalizzati all’assistenza – Sviluppo di un settore d’intervento
Ore 16.45 Matteo Paci: – Ruolo del team riabilitativo in riabilitazione robotica
Ore 17.05 Discussione interattiva
Ore 17.25 Chiusura della prima giornata del corso

SABATO 2 MARZO
V Sessione LA ROBOTICA NELLA RIABILITAZIONE – ALTRE POSSIBILITA’ DI INTERVENTO
Moderatore: Enrico Castelli
Discussant: Elena Fiaschi – Marco Armellini
Ore 9.05 Franco Molteni: Utilizzo dei sistemi robotica: dal sistema valutativo al recupero della partecipazione
Ore 9.25 Anna C. Turconi: L’ utilizzo di esoscheletri per la marcia nelle PCI – opportunità e limiti.
Ore 9.45 Maria V. Actis: Esperienze di utilizzo di esoscheletri per la marcia nelle mielolesioni
Ore 10.05 Honòré Vernetti: La stimolazione funzionale dell’arto inferiore nel danno neurologico centrale
Ore 10.25 Discussione interattiva
Pausa
VI Sessione LA REALTA’ VIRTUALE IN RIABILITAZIONE
Moderatore: Pasquale Palumbo
Discussant: Nicola Lorenzetti – Lucia Lenzi
Ore 10.45 Andrea Turolla: Utilizzo della realtà virtuale nella rieducazione delle disabilità motorie
Ore 11.05 Aldo Messina: La realtà virtuale come approccio riabilitativo ai disturbi del sistema extrapiramidale
Ore 11.25 Sandra Moretti: Il fitness virtuale particolare forma di attività fisica adattata
Ore 11.45 Discussione interattiva
VII Sessione LA TELERIABILITAZIONE
Moderatore: Annarita Braconi
Discussant: Ivano Maci – Giulia Stampacchia
Ore 12.05 Mauro Zampolini: La teleriabilitazione in riabilitazione motoria
Ore 12.25 Mauro Mancuso: Esperienze di teleriabilitazione in riabilitazione cognitiva
Ore 12.45 Maurizio Massucci: Intervento teleriabilitativi nella patologia cardio-respiratoria
Ore 13.05 Francesca Cecchi: Opportunità di teleriabilitazione nella rieducazione nelle problematiche muscolo scheletriche
Ore 13.20 Discussione interattiva
Ore 13.30 Compilazione e consegna questionari ECM
Ore 13.45 Conclusioni del Presidente e Chiusura del corso

 

PROGRAMMA simfer_Prato 2013

Giornata degli stati vegetativi: il Ministro

Giornata degli stati vegetativi
il testo dell’intervento del Ministro Balduzzi

puoi ascoltare tutta la giornata da qui

Quelli degli stati vegetativi sono fenomeni purtroppo in crescita che richiedono un’attenzione maggiore, anche sotto il profilo delle risorse sia finanziarie sia umane”. Lo ha detto il Ministro della Salute Renato Balduzzi aprendo oggi a Roma la III Giornata nazionale degli stati vegetativi.    Il Ministro ha ricordato alcune iniziative già prese dai diversi governi, dal libro Bianco all’ accordo Stato-Regioni del 2011 e lo stanziamento per quest’ anno di 20 milioni di euro – dei 240 per la non autosufficienza – vincolati alla presa in carico dei pazienti in stato vegetativo e inseriti fra gli ”obiettivi prioritari e di rilevanza nazionale”. Inoltre, ha aggiunto, ‘ col decreto del 18 ottobre 2012 in materia di tariffe per le prestazioni sanitarie viene prevista per la prima volta una specifica remunerazione per i casi ad alta intensità assistenziale”.

Di seguito il testo integrale dell’intervento del Ministro:

“Negli ultimi decenni abbiamo assistito ad un rilevante incremento del numero di pazienti con quadri clinici complessi dominati da severe alterazioni dello stato di coscienza e bassa responsività che includono lo Stato Vegetativo,  lo Stato di Minima Coscienza e la sindrome locked-in.

Si tratta di condizioni non più episodiche ma che affliggono, come diversi studi anche italiani dimostrano, un rilevante numero di persone e di famiglie, generando sofferenza, disagi, disabilità.

Già  i Governi precedenti hanno avviato importanti iniziative per affrontare questo delicato e complesso tema. Il “libro bianco” ha rappresentato un importante passo in avanti nella conoscenza della situazione e nella presa di coscienza delle diverse dimensioni del problema, in ascolto delle associazioni che rappresentano i familiari, sottolineando l’importanza della domiciliarietà, integrato con la presenza di strutture quanto più prossime ai luoghi di vita in cui ospitare i pazienti e ottenere cure riabilitative idonee.

Insieme alle Regioni è stato raggiunto l’Accordo del 5 maggio 2011 che ha fornito importanti indicazioni per:

  • promuovere l’utilizzo di percorsi assistenziali omogenei su tutto il territorio nazionale per le persone in condizioni di Stato Vegetativo o Stato di Minima Coscienza, caratterizzati da elevata complessità ed intensità assistenziale;
  • garantire la continuità assistenziale, l’integrazione degli interventi per uno stesso paziente ed il coordinamento secondo la modalità di rete e di presa in carico globale.

Sono state finanziate diverse ricerche e studi sul fenomeno, che ne hanno messo in luce la diffusione e le caratteristiche, come pure l’urgenza di adeguare l’offerta pubblica dal punto di vista quantitativo e qualitativo, per ridurre i viaggi della speranza e consentire la miglior qualità di vita possibile ai pazienti e al nucleo familiare.

Nel corso del mio mandato di Governo ho avuto modo di ascoltare e di confrontarmi in diverse occasioni con questa tematica, con le associazioni, con singole famiglie, con esperti e operatori che lodevolmente profondono un impegno e una dedizione davvero esemplari.

Certo, nella ci sono state anche incomprensioni e polemiche, ma abbiamo creduto sin dall’inizio alla rilevanza dell’apporto di tutti, del confronto sereno, costruttivo, dialogico, orientato a risolvere problemi concreti che interessano le famiglie e i pazienti.

Con questi intendimenti abbiamo voluto costituire un Tavolo al quale partecipano, in modo innovativo sia esperti indicati dalle Società scientifiche, sia rappresentanti indicati dalle tre Federazioni delle Associazioni, sia tecnici del Ministero e delle Regioni.

A questi 12 membri, si aggiungono 3 esperti individuati dal Ministro, con competenze di tipo clinico, giuridico e etico, nonché di comunicazione specializzata su questo tema.

Il presidente è il Prof. Paolo Maria Rossini, illustre neurologo dell’Università Cattolica di Roma.

E’ importante evidenziare che sia la rappresentanza delle associazioni sia quella delle Regioni sono una novità rispetto al Gruppo di lavoro precedente.

Il ruolo delle Associazioni è sempre stato forte e qualificato, tanto che nel corso del 2012 esse hanno costituito un “Osservatorio nazionale per definire gli standard di qualità dei percorsi di cura” che ha elaborato un decalogo di raccomandazioni che costituisce la base per un documento condiviso che verrà presentato anche alle istituzioni.

Le Regioni sono poi le istituzioni che concretamente assicurano la programmazione e l’organizzazione dei servizi, in un quadro di garanzie e di diritti nazionale.

Occorre sviluppare, anche in questo campo, un federalismo solidale, promuovendo la massima collaborazione delle Regioni con lo Stato e tra di esse; dal rete regionale di assistenza dipende l’offerta e l’organizzazione dei servizi, come pure il primo monitoraggio delle attività svolte da tali reti. Per questo motivo è stata costituita la rete dei Referenti Regionali per le Associazioni dei familiari al fine di contribuire a promuovere, a livello nazionale e regionale, adeguate forme di consultazione con le Associazioni dei familiari dei pazienti in S.V.

Il senso di questa composizione è chiaro: mettere tutti gli attori interessati a confronto, trovare insieme soluzioni praticabili, sostenere l’effettiva attuazione di quanto previsto dai precedenti documenti e atti. Al tavolo potranno essere invitati altri esperti e operatori che per ragioni di contenimento del numero di partecipanti non sono stati inseriti quali componenti, ma sulla cui competenza e passione sappiamo di poter contare.

Al tavolo sono stati dati indirizzi molto concreti. Tra questi, ricordiamo quello di promuovere l’aggiornamento delle conoscenze epidemiologiche circa i bisogni di salute e l’offerta dei servizi; di proporre modalità per l’integrazione dei dati raccolti con i flussi informativi esistenti dell’assistenza ospedaliera, residenziale e domiciliare al fine di disporre di informazioni che consentano di seguire i percorsi assistenziali seguiti dai pazienti nei diversi setting di cura; di individuare un set minimo di indicatori specifici per il monitoraggio dell’accesso, dei processi, e dell’efficacia;

Il lavoro è iniziato da poco (27 novembre 2012) ma grazie al forte atteggiamento di collaborazione da parte di tutti  ha già avviato diverse linee di attività, conoscitive, di proposta, di sostegno alle best practice.

Per quanto riguarda gli aspetti economici, anche quest’anno sono stati stanziati, nell’ambito degli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale 20 milioni di euro destinati, al finanziamento di specifici progetti che assicurino la presa in carico dei pazienti in stato vegetativo; da quest’anno è stato introdotto un vincolo specifico di destinazione.

Con il decreto 18 ottobre 2012 in materia di tariffe per le prestazioni sanitarie, viene prevista per la prima volta una specifica remunerazione per i casi ad alta intensità assistenziale trattati sia in riabilitazione sia in lungodegenza con particolare riferimento anche ai pazienti in stato vegetativo o di minima coscienza. Occorre però insistere anche sulla via maestra dell’assistenza a domicilio e della residenzialità extraospedaliera.

Auspico che questo lavoro proceda celermente, con rinnovata sinergia e conduca a concreti risultati in favore dei pazienti.

Ringrazio tutti coloro che partecipano a questo lavoro, gli Uffici del Ministero, il coordinatore prof. Rossini, ma soprattutto ringrazio le migliaia di persone che ogni giorno nelle case, nelle strutture, nelle riabilitazioni, negli ospedali si prendono cura dei pazienti affetti da queste condizioni. “

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