“I Nuovi Lea – Livelli essenziali di assistenza sanitaria: a quando una vera revisione?”

lea_ecco_cosa_cambia_le_persone_non_autosufficienti_306_1La  Presidenza della Federazione  Nazionale Associazioni Trauma Cranico – FNATC – insieme a tutte le Associazioni territoriali nazionali aderenti ed al suo Comitato Scientifico, condivide  in toto le considerazioni critiche espresse da Fish (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) ed Anffas (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) rispetto al testo redatto ed inviato alle Regioni dal Ministero per la Salute a riguardo dei “nuovi LEA – Livelli essenziali di assistenza sanitaria”.

In particolare, si desidera puntare la massima attenzione alle carenze evidenziate sul piano scientifico-culturale per quanto concerne il tema della disabilità: lacune così gravi sono inammissibili e non possono essere consentite a nessuno, tanto meno ad un Ministero della Salute, in un Paese che ha fatto propri da anni i valori espressi dalla Convenzione dell’Onu sui diritti delle persone con disabilità (trasformata in Legge nazionale fin dal 2009) e rappresentati nella Classificazione ICF dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Inoltre, con l’attivazione – sino ad ora, purtroppo, su un piano prettamente teorico – dell’Osservatorio Nazionale sulla Disabilità, presso il Ministero del Lavoro, ha avuto inizio un’opera di analisi e correzione delle situazioni negative tuttora esistenti. Nel testo del Decreto, esistono inoltre altri elementi che fanno emergere questa pesante “carenza”. Ad esempio, nel settore delle Prestazioni di Ausili e Protesi si affermano i diritti essenziali delle persone con disabilità (riferendosi precipuamente a documenti fondamentali a livello mondiale) per poi, nella previsione dei meccanismi di reperimento e di erogazione di tali Ausili, annullare di fatto ogni diritto di scelta e di personalizzazione della prestazione da parte del soggetto disabile. Ciò si traduce nella mancata efficacia ed appropriatezza della prestazione stessa.

Purtroppo, anche nel settore delle Gravi Cerebrolesioni e dei loro esiti, siamo testimoni dell’avvio di numerose buone pratiche – Commissioni per Documenti, Tavoli Nazionali, Rete di referenti regionali ed altro ancora – che rimangono, tuttavia, nel limbo della pura teoria: che le responsabilità siano del Ministero e/o delle Regioni non diminuisce certamente tale disdicevole operato, che ci vediamo costretti a segnalare.

Sappiamo, infine, come le Disabilità Intellettive, Cognitive e Comportamentali (in ogni età ed anche dopo la cerebrolesione) siano da sempre nel nostro Paese le più difficili da essere comprese dai legislatori, nonostante le crescenti e chiare evidenze scientifiche. Tali disabilità dovrebbero doverosamente essere gestite in ambiti riabilitativi ed assistenziali omogenei ed adeguati alla gravità delle conseguenze che comportano alla persona – per tutta la sua vita – alla sua famiglia ed alla comunità tutta.

La FNATC ribadisce, dunque, con forza la richiesta al Governo affinché apra con urgenza un confronto con le Associazioni che rappresentano i cittadini coinvolti in queste problematiche, in quanto portatori di conoscenza della complessità della condizione e delle possibilità di efficace trattamento riabilitativo ed assistenziale, chiedendo anche che si possa finalmente realizzare un serio tavolo di confronto con i Ministeri del Lavoro e delle Politiche Sociali, allo scopo di costruire una concreta integrazione tra i diversi interventi che questi cittadini hanno il diritto di vedersi garantiti.

 

 

Ufficio Stampa Fnatc / Marina Tuni / ComUnica stampa.fnatc@gmail.com marituni@alice.it

 

Comments are closed.