
Il Castello Visconti di San Vito a Somma Lombardo
Si è conclusa da poco la XIV Giornata Nazionale del Trauma Cranico a Roma e già stiamo pensando alla prossima.
Infatti, abbiamo il piacere di comunicarvi che nei giorni 29 e 30 settembre 2012, a Somma Lombardo, si svolgerà la XV Giornata Nazionale del Trauma Cranico, organizzata dalla nostra associazione Per Andare Oltre Onlus.
La scelta innovativa di celebrare l’evento nell’arco di un intero fine settimana, anziché in un unica giornata, è stata dettata dal desiderio di dare adeguato e distinto spazio di trattazione sia agli argomenti di carattere altamente medico scientifico che a quelli dal risvolto più prettamente sociale, come la famiglia, l’assistenza, le associazioni, il volontariato.
Entrambe le giornate, indipendentemente dai temi in agenda, saranno congegnate in modo che il convegno non sia semplicemente una passerella di autorità e relatori, ma piuttosto una utile occasione per scambiare in maniera fruibile informazioni ed esperienze fra tutti i partecipanti, lasciando che anche la platea possa essere protagonista.
Esperti e volontari sono già al lavoro. Tuttavia, è prematuro oggi scendere nel dettaglio delle due giornate. Certo è che il programma contemplerà anche significativi momenti conviviali e di intrattenimento.
Speriamo nella partecipazione di tutte le associazioni nazionali e di molti altri iscritti.
Mentre rilasciamo queste buone notizie e sempre animati da ottimismo e speranza, cogliamo l’occasione per augurare buone Feste e un radioso anno nuovo a tutti voi, lettori, e a tutti i vostri cari.
Chi è andato oltre….e ce l’ ha fatta!!!!!
A partire dall’afasia un percorso che in….canta
Bruno nel 2002 è ricoverato in ospedale per una emorragia cerebrale; resterà due mesi in rianimazione e sedici in riabilitazione. Gli esiti di tale emorragia saranno emiparesi destra e afasia.
Bruno è comunque lucido e responsivo, non ha compromissioni a livello cognitivo, ma si muove con estrema difficoltà e riesce a malapena a pronunciare qualche parola e solo quando gli viene suggerita. Dimostra comunque una forte volontà nell’eseguire gli esercizi riabilitativi che gli vengono proposti e nel cercare di comunicare, inizia così a scrivere.
Rientrato a casa si è reso del tutto disponibile a continuare il lavoro che gli era stato proposto in riabilitazione, anche per l’incoraggiamento e l’ affettuosa collaborazione- della moglie. Così l’inserimento nel contesto familiare è fondamentale per il suo progredire sia a livello motorio, che a livello comunicativo: i progressi avvengono in tempi più brevi , rispetto a quelli constatati in ospedale.
Nei primi quattro anni si esercita soprattutto nello scrivere e nella lettura, è sempre però difficile per lui esprimere quello che pensa o che legge, come se gli mancasse l’anello di congiunzione tra ciò che ha in mente e ciò che serve per comunicarlo (la pronuncia o la scrittura delle parole )
Dopo cinque anni inizia ad andare in piscina due volte alla settimana, seguito da un fisioterapista, Stefano, che gli propone esercizi motori assai efficaci. Bruno si trova bene con Stefano che parla spesso con lui interessandosi dei suoi problemi e della sua vita; Bruno gli comunica anche la sua passione per il canto che ha studiato con impegno , così da essere chiamato a cantare in chiesa durante le festività e le cerimonie.
Un giorno Stefano con piglio deciso gli chiederà di cantare al suo imminente matrimonio. Bruno dal 2002 non aveva mai più cantato, non aveva nemmeno tentato di cantare, sicuro che non vi sarebbe mai più riuscito. Di fronte alla perentoria richiesta di Stefano rimane sbalordito, convinto della assurdità di quanto gli aveva richiesto. Ma Stefano non demorde, vuole a tutti i costi che Bruno canti al suo matrimonio! La moglie di Bruno è dalla parte di Stefano, incoraggia quindi con insistenza Bruno ad interpellare il maestro del coro della parrocchia ove Bruno aveva tante e tante volte cantato, Bruno si lascia convincere dalla moglie e si recherà, seppure reticente, dal maestro del coro. Questi, venendo a conoscenza della intenzione di Bruno di ricominciare a cantare, se ne mostra entusiasta, così gli darà i giusti consigli perché possa ritrovare il suo talento musicale, ad esempio gli consiglia di cantare ascoltando contemporaneamente la propria voce registrata su vecchie cassette.
Bruno ricorda che “la prima volta è stato duro cantare, ero con l’organista e non è uscito niente, la seconda volta è andata meglio, ma io ero deluso, quello che usciva non era la mia voce, dopo quattro o cinque volte la voce è arrivata”.
Bruno, piano, piano, inizia a nutrire la fiducia in se stesso e nelle sue capacità di ripresa, si impegna dunque con ferrea volontà ad esercitarsi divenendo sempre più sicuro di potere cantare anche di fronte ad un pubblico. In effetti, approssimandosi il giorno del suo matrimonio, chiederà a Stefano con tono professionale: “Ti va bene l’Ave Maria di Shubert?”
Ricordando i momenti in cui si era reso conto di potere ancora cantare, in cui aveva scoperto che gli era addirittura più facile cantare di parlare, Bruno si commuove profondamente.
Attualmente Bruno si reca due volte alla settimana in piscina, inoltre è seguito da una logopedista che gli è stata da molti anni di grande aiuto; osserva con lei delle fotografie per poi cercare di descrivere quello che vede, oppure ascolta racconti semplici per poi cercare di riassumerli. La comunicazione avviene a voce, oppure attraverso la scrittura.
Naturalmente canta in chiesa in occasione delle festività e delle cerimonie; dice che, oltre alle gratificazioni e alle profonde emozioni che riceve quando si può esprimere con il canto, il cantare di fronte ad un pubblico assorto e in un luogo sacro, lo rende ancora più coinvolto nell’espressione musicale, ancora più in contatto con i propri sentimenti, superando le proprie insicurezze; aggiunge in fine che sarebbe felicissimo se gli amici dell’associazione lo venissero ad ascoltare!