NATALE 2016

PRANZO DI NATALE 2016

Come ogni anno, il momento clou dell’Associazione, quello principale, in cui “piantare il chiodo”, punto fermo per incontri, bilanci e progetti, è rappresentato dall’appuntamento per il pranzo di Natale. Oggi 18 dicembre quindi, abituale festa presso la Trattoria Cacciatori, per una giornata conviviale nel senso più lato e sociale del termine. Che inizia con il momento dello Spirito, reso ”profondamente leggero” dall’umana carica del “nostro” Don, il quale ci sorprende per l’ennesima volta durante la Celebrazione. La lettura dice di prepararci all’avvento natalizio “ripianando le vie, dialogando”? Ed ecco che invita un’Autorità presente a riconciliarsi, immantinente e telefonicamente, “coram populo”, con la Moglie. E poi ancora, l’Annunciazione? A leggere il Vangelo una giovane Signora in attesa. Questo è rendersi fratelli, così ci si cala realmente nella Vita! Nel frattempo si susseguono gli arrivi alla spicciolata: sono le problematiche legate alla salute dei nostri cari, i loro bisogni a determinare, a scandire spesso i ritmi delle nostre giornate. Abbracci rigeneranti ci fan capire quanto si sia vicini, e come siano importanti questi momenti per ricaricarci a vicenda, per sentirci uniti in questi ambiti tanto grevi quanto veraci. A tavola, dopo un breve saluto di benvenuto da parte del Presidente, ci si scioglie definitivamente e si dialoga in modo più continuativo e profondo con i commensali; tra una portata e l’altra, si ha pure l’opportunità di raggiungere i ragazzi con minore mobilità, di leggersi negli occhi, di stabilire un contatto intimo sfiorandosi l’anima. E questi sono gli attimi di maggior valore, gli istanti che accrescono la dignità di ciascuno. Perché anche chi scrive ha provato sulla propria pelle gli attimi tremendi del “momento” e del “dopo”, conosce il dolore provocato dalla viscerale impotenza a ruotare le lancette in senso antiorario … ringrazierò per sempre Chi mi è stato vicino in quei momenti, Chi si è preso cura … penso di potermi far portavoce dei sentimenti che albergano in ogni genitore presente. E ritornando all’atmosfera festosa, ci ritroviamo accanto persone care, che magari non vedevamo da tempo, i Fisiatri, gli Educatori di vecchia data, nuovi amici e, toh, ma sei proprio tu? Non ci posso credere!… ed invece sì! Mi ritrovo con un Alpino, ex compagno di classe, che non vedevo dagli anni delle superiori, mezzo secolo or sono! Intanto, è proprio il caso di dirlo, il tempo vola e le portate si susseguono gradevoli, accompagnate da un vino ”speciale” selezionato ed offerto in bottiglie personalizzate dall’Associazione; al caffè, la distribuzione dei gadgets preparati amorevolmente come sempre dalle impareggiabili Volontarie. Valanghe di auguri, abbracci e baci, sorrisi, strette di mano, oceani di bene fluttuanti …Che dire altro? Nessun nome proprio, ma proprio solo un nome, che può cambiare ciascuno e tutti, ed è quello insegnatoci, tanti anni fa, da un Bimbo che sta per nascere in una stalla: AMORE.

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