THE FLOATING PIERS

Settembre 2016

L’intuizione filosofica greca che dice : ”il bello salverà il mondo”, ripresa da tanti “grandi”, (Agostino, Francesco, Dostoevskij, Wilde, Rilke ecc…), è vissuta da “Christo”, l’artista bulgaro che ha pensato “il molo fluttuante”, in modo assolutamente originale. Per Lui, il “bello”, è quell’entità che vola al di sopra di ogni schema, di ogni precostituito concetto di spazio, tempo, possesso, e si libra, transitoria e pura, nell’aria diafana. L’essenza di questo messaggio non poteva sfuggire alla sensibilità della nostra coppia di volontari Maddy/Mario, i quali, originari dell’Iseo, ci hanno offerto, con affetto e competenza, il supporto logistico necessario affinché anche la nostra Associazione potesse fruire della possibilità di camminare su questa eccezionale passerella. Così, giovedì trenta Giugno, eccoci di buon’ora, insieme, a Pilzone, paesino già sul lago, a tre km. da Sulzano, ove inizia questa particolare esperienza.

floating1

floating2

Siamo una ventina, con ragazzi già avvezzi a rollii e beccheggi perché canottieri (Marco e Federico), ma pure con Verena e Dino che viaggiano sulle loro Bat-mobile. Come sarà? Innanzitutto uno splendido colpo d’occhio, un’opera tanto grande e bella quanto lineare e semplice, che ti apre il cuore al sol vederla, fruibile gratuitamente da tutti e concepibile solo da una mente superiore. Eccola, li, davanti ai nostri occhi, maestosamente luccicante (e brulicante!) al sole. Tremila metri di passerella dorata, larga 16 metri, ricoperta da 100.000 mq. di tessuti in vari strati, supportata da 220.000 cubi in polietilene, fissati tra di loro con perni e 37.000 metri di corda! ll clima è ideale, la compagnia ottima e l’atmosfera di festa che accompagna i primi passi delle migliaia di persone che lentamente fluiscono sulla passerella per vivere questa sensazione unica ed irripetibile di “ camminar sull’acqua”, rendono il momento sublime. Coi sensi ben vigili, respirando a pieni polmoni, eccoci già festosi a scambiarci personali stati d’animo. I “nostri” ragazzi sono visibilmente felici, ma non molto loquaci, mentre Verena, sensibile e sincera, dice quel che pensa: “E’ una bella giornata di sole, ho amici intorno, ma è stancante il sol pensiero di dover compiere tutto il tragitto sulla carrozzina, perché il pontile è un “dosso” unico, ed i sobbalzi sono continui e snervanti”. Vero; più avanti le chiederemo se vorrà camminare un poco; intanto, tra una foto ed una battuta, il gruppo avanza in ordine sparso col fluente gregge. Poco dopo le dieci abbiamo già raggiunto Montisola a piedi, e da lì procediamo per l’altra piccola isola di S. Paolo con la villa degli armaioli Beretta, che circumnavighiamo pedestremente per ritornare a Montisola. Sono già volate quattro ore da quando abbiamo posato il primo, incerto passo e l’idea di una pausa alimentare si fa gradualmente strada; la griglieria e lì, a sinistra, invitante e con aromi seducenti: che ne dite? Nessuno si fa pregare, così, panini, salsicce, spiedini e quant’altro saziano, sotto agli ombrelloni posti di fronte al lago, i nostri sani appetiti, mentre seduti si fa conversazione. Ma non tutti abbiamo la stessa mobilità e di riflesso un identico stato d’animo, così Verena riprende: “Ci sono delle cose che non si dicono mai: le verità. Io non vedo l’ora che tutto finisca, ho una voglia matta di sdraiarmi ed allungare la schiena, perché come al solito nessuno pensa veramente alle carrozzine. Hanno detto: il percorso è fruibile da tutti, ma vorrei vedere “loro”, al mio posto, come si sentirebbero anche dopo pochi metri! Quando usciremo in terraferma dirò: l’avventura è finita, siamo tutti felici, contenti e … distrutti!” Già; non pensiamo mai abbastanza a come fare per rendere la vita più semplice alle persone svantaggiate. E non è retorica. Ma questo non inficia, anzi arricchisce e completa l’emozione che stiamo vivendo. Perché dell’estetica ci si infatua, ma è dell’Altra Anima che ci si innamora. E questo abbraccio dorato, realizzazione del sogno a lungo condiviso tra Christo e la compagna Jeanne-Claude recentemente scomparsa, rappresenta il fiore più bello che Lui Le potesse offrire. Sì. Quando un Artista concepisce e crea qualcosa di assoluto ed effimero come la Vita, possiamo dire che la Creazione ci avvicina al Creatore.

Verena e Gianfranco

floating3

floating4

Comments are closed.