XVIII GNTC A VICENZA

Nell’aristocratica cornice della villa Valmarana Morosini ad Altavilla Vicentina, alle porte di Vicenza, si è svolta la XVIII Giornata Nazionale del Trauma Cranico. La suggestione dell’architettura non ha tolto spazio alla cordialità e alla concretezza. Artefice del riuscito evento è stata l’Associazione Traumi Cranici Brain Onlus di Vicenza affiliata alla FNATC-Federazione Nazionale Associazioni Trauma Cranico.

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Presenti anche le due associazioni, appena iscritte alla FNATC, APS La Tartaruga di Arezzo e Casa e Lavoro di Ferrara.

La manifestazione si è aperta venerdì 25 novembre 2016, giornata scientifica in cui si sono avvicendati numerosi relatori le cui lezioni frontali erano rivolte soprattutto ad una platea di professionisti del settore. Gli uditori, a loro volta, facilitati da moderatori esperti, hanno dato vita a discussioni plenarie. Medici fisiatri e neurologi, fisioterapisti e psicologi, logopedisti e infermieri, hanno avuto anche l’occasione per fruire di 8 crediti ECM (Educazione Continua in Medicina).

La Giornata Nazionale è stata celebrata più autenticamente sabato 26 novembre. Il programma di sabato si è aperto alle ore 9:00 con una partita di calcio tra la squadra nazionale disabili e quella locale.

Le piogge eccezionali avevano reso impraticabile il campo prescelto, ma l’organizzazione ha prontamente individuato un altro terreno di gioco. L’incontro è stato emozionante fino alla commozione.

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Rientrati tutti nella sala convegni, il presidente dell’Associazione Brain, Edda Sgarabottolo, e il presidente della FNATC, Paolo Fogar, hanno salutato e ringraziato i convenuti. Fogar in particolare ha ripercorso le tappe principali che hanno visto protagonista la FNATC nell’ultimo biennio: festeggiamento dei 10 anni di Federazione a Roma nel 2015, firma dell’accordo con l’INAIL, la legge sul “Dopo di noi”, la revisione dei LEA-Livelli Essenziali di Assistenza (sanitaria). Ha citato l’esempio della Toscana che oggi riconosce un contributo ai casi di minima coscienza. La collaborazione fra associazioni e Federazione deve elevare i livelli delle prestazioni sanitarie regionali a quelli delle regioni migliori. Nota dolente, invece, la latitanza delle istituzioni. L’accordo Stato-Regioni, infatti, giace nel cassetto del Ministero.

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La parola è passata a tre responsabili dell’INAIL che hanno illustrato lo storico accordo di collaborazione fra il loro ente e la FNATC. L’INAIL, nato come ente assicurativo, sta affrontando un’importante evoluzione: sta passando dalla presa in carico del solo lavoratore infortunato alla presa in carico della persona che lavora, dalla fase di prevenzione all’accompagnamento dopo l’infortunio, con l’offerta di sostegno psicologico e progettualità per il recupero dell’autonomia e il reinserimento sociale. In questo contesto si inserisce il protocollo d’intesa con FNATC che prevede la presa in carico da parte dell’INAIL degli infortunati sul lavoro con grave cerebrolesione acquisita e che, dopo la riabilitazione in ospedale, contempla percorsi personalizzati per l’infortunato e per la sua famiglia, finalizzati alla riabilitazione e al reinserimento sociale-lavorativo del soggetto leso nonché al sostegno dei suoi familiari. Allo scopo sono utili sia la fattispecie dell’”accomodamento ragionevole” fra INAIL e datore di lavoro, sia la progettualità integrata fra INAIL e territorio.

Il microfono è passato a due figure professionali che hanno intrattenuto sui diritti risarcitori nei casi di GCA-Grave Cerebrolesione Acquisita. L’avvocato ha affermato che per ottenere un congruo rimborso risarcitorio bisogna avvalersi di un professionista esperto, capace di documentare con meticolosità l’ampiezza del danno che spazia dall’infortunato alla sua famiglia. I tempi lunghi non devono scoraggiare: bisogna avere la pazienza di seguire l’iter legale fino in fondo mentre i sintomi si stabilizzano. Il medico legale, invece, si è soffermato sul cosiddetto “danno riflesso”: il pregiudizio arrecato ai congiunti del soggetto leso. Si tratta di un danno psico fisico che può compromettere non solo la sfera morale (sofferenza), ma anche quella biologica (malattia) dei familiari.

Infine, una tavola rotonda su “La rete e le GCA” è stata introdotta dal responsabile del Servizio Disabilità della ULSS 6 di Vicenza. Il Piano di Zona è un documento flessibile quinquennale, risultato di una programmazione concertata in cui Comuni, Regione e Aziende Sanitarie definiscono le politiche socio sanitarie: è chiamato anche “piano regolatore dei servizi alle persone”. Nel modello vicentino i Piani di Zona degli anni novanta consideravano già la disabilità congenita. In questi casi l’ULSS è attivata da una domanda, soggetta a valutazione, al cui esito è condizionato un progetto d’intervento globale. L’intervento si può articolare in un contributo oppure in un progetto di accoglienza temporanea in centri diurni o appartamenti al fine di recuperare le capacità di vita indipendente. Obiettivo attuale del modello vicentino è l’accompagnamento sia del soggetto leso che della sua famiglia, equiparando la disabilità congenita a quella acquisita.

È stata poi la volta di sei testimonianze dirette.

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Roberto Panella dell’Associazione Risveglio di Roma faceva il meccanico. Era un ragazzo socievole e allegro. Un’automobile ha tagliato la strada al suo motorino. La fidanzata, sbalzata di sella, gli ha sfilato il casco. Quando Roberto si è alzato da terra, la mancanza di ossigenazione al cervello gli ha provocato il coma. I primi soccorsi, la famiglia e l’Associazione Risveglio lo hanno aiutato nella suo faticoso percorso di miglioramento, ma sente ancora forte il bisogno di allacciare nuovi legami sociali e familiari.

Elia Toselli di Casa e Lavoro di Ferrara faceva il macellaio e conduceva una vita molto attiva. Un terribile incidente di macchina gli ha stravolto la vita. Da allora la fidanzata e gli amici gli hanno voltato le spalle. Con sacrificio, è passato attraverso varie esperienze lavorative. È grato alla sua associazione, ma ora il suo desiderio più grande è costruirsi una famiglia propria.

Alberto Benettollo dell’associazione Daccapo di Padova era piastrellista. In un incidente automobilistico ha perso un amico e ha subito un trauma cranico. La consapevolezza dei suoi limiti e delle sue potenzialità gli ha permesso di reinventarsi. È molto loquace e si considera una mosca bianca. Oggi Alberto, sposato con una figlia, svolge opera di sensibilizzazione nelle scuole, guida e ha imparato a suonare la chitarra. Lavora, ma una valutazione d’invalidità eccessiva lo penalizza nella ricerca di alternative.

Gianfranco Perdoncin dell’Associazione Brain di Vicenza è caduto in bicicletta riportando un trauma cranico che gli ha causato la perdita della memoria. Oggi fa l’imprenditore e riconosce nella vicinanza dei suoi familiari e dell’associazione Brain due pilastri nel recupero della salute e dell’autostima.

Fabio Messineo dell’associazione APS La Tartaruga di Arezzo, dopo un violento trauma cranico, è rimasto in coma per cinque anni, arrivando a perdere la parola. Oggi, dopo aver fondato la sua associazione, parla in pubblico e racconta che i suoi progressi non sono finiti.

Silvio Coppi, anch’egli dell’associazione APS La Tartaruga di Arezzo, lavorava in una azienda di trasporti e proprio mentre guidava per lavoro è stato vittima di un grave incidente. Se da un lato il trauma cranico gli ha cambiato la vita completamente, dall’altro la famiglia e l’associazione sono tuttora un valido appoggio per continuare la sua salita.

Dalle testimonianze risulta che per ottenere risultati positivi sono necessarie fatica e costanza, non senza pazienza, consapevolezza e speranza. Finito il ricovero ospedaliero, punti fermi restano la famiglia e le associazioni.

A conclusione della mattinata, Edda Sgarabottolo ha auspicato, di fronte ai rappresentanti degli enti pubblici convenuti, che la rete fra enti, istituzioni e territorio si infittisca evitando accuratamente sovrapposizioni e buchi per essere in grado di offrire ai percorsi riabilitativi continuità e prospettive.

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Un appetitoso e abbondante buffet ha coronato i lavori.

Grazie e complimenti all’Associazione Brain e alla FNATC.

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